Alimentazione equilibrata per tartarughe di terra: consigli per salute e crescita ottimale

Alimentazione equilibrata per tartarughe di terra: consigli per salute e crescita ottimale

Lorenzo Fogli

Gennaio 29, 2026

Nel mezzo di un prato, una tartaruga di terra avanza con calma, muovendosi tra fili d’erba e piccole foglie. La sopravvivenza dell’animale dipende molto da ciò che mangia. Un’alimentazione ben bilanciata è fondamentale per mantenere solida la struttura del guscio e preservare la salute degli organi interni. Spesso chi alleva questi rettili in casa tende a sottovalutare quanto sia complessa e dettagliata la loro dieta naturale: si basa su vegetali ricchi di fibre e con pochissime proteine animali. Ricreare queste condizioni in cattività non è affatto semplice, richiede cura e attenzione. Capire davvero cosa serve a una tartaruga di terra per alimentarsi evita problemi seri e garantisce uno sviluppo sano. Chi vive in città potrebbe non sapere che in natura questi animali si spostano su ampie distese, scegliendo con attenzione ciò che mangiano tra una varietà di erbe e foglie, ognuna con specificità nutritive.

Il ruolo della dieta e i rischi della vita in cattivitĂ 

La base dell’alimentazione delle tartarughe di terra sono alimenti vegetali come erbe spontanee e fiori dal buon profilo nutrizionale. Cruciale qui è il rapporto tra calcio e fosforo nel cibo: il calcio deve sempre prevalere, con un minimo di 2:1, per permettere al carapace di formarsi correttamente. Se il fosforo supera il calcio, può sottrarre calcio alle ossa, indebolendo il guscio e mettendo a rischio la salute generale. In natura, la testuggine si nutre di piante ricche di fibre e vitamine, con poco zucchero e grassi. Riprodurre questo equilibrio in cattività si rivela spesso complicato.

Alimentazione equilibrata per tartarughe di terra: consigli per salute e crescita ottimale
Alimentazione equilibrata per tartarughe di terra: consigli per salute e crescita ottimale – studiolegaleviva.it

C’è un abisso tra la vita allo stato selvatico e quella in ambiente domestico, con diversi rischi impliciti. In terrari o giardini succede spesso di esagerare con il cibo, oppure si dà troppo qualcosa di nutriente o fonti animali proteiche, e frutta ricca di zuccheri: il risultato? Problemi seri, come la piramidalizzazione del carapace — un danno irreversibile — e persino guai ai reni. Per questo, molti esperti consigliano di basare l’alimentazione su erbe come tarassaco, malva e piantaggine, affiancate da fieno essiccato che favorisce il transito intestinale. Chi alleva in casa deve sapere che, quando le erbe fresche scarseggiano, verdure con basso zucchero come cicoria, radicchio e indivia sono un buon sostituto, mentre la lattuga iceberg ha valori nutritivi troppo bassi e va evitata.

La frutta serve solo come snack sporadico, in piccole dosi. L’intestino delle tartarughe di terra fermenta gli zuccheri, e questo aumenta il rischio di coliche o fermentazioni poco sane. Tenere sotto controllo la dieta diventa quindi una responsabilità reale per chi tiene questi animali in casa: un’alimentazione poco equilibrata può causare danni irreversibili col tempo. Per chi osserva quotidianamente le proprie tartarughe, specialmente in città, evitare errori nel cibo non è un giochetto.

L’acqua e la frequenza dei pasti: indicazioni essenziali

Pur provenendo da ambienti spesso asciutti, le tartarughe di terra hanno bisogno di un rifornimento costante di acqua. Se no, si disidratano, con difficoltà a eliminare gli scarti urici e rischio di malattie renali. Meglio lasciare sempre acqua pulita, magari in un contenitore basso e largo, così possono bere senza problemi o pericoli. Curioso a dirsi, questi animali possono anche defecare mentre bevono o si bagnano — un fenomeno naturale legato ai loro riflessi fisiologici.

L’acqua va cambiata tutti i giorni o non appena si sporca, così si evita che si formi un ricettacolo di batteri. Nei mesi più caldi, è buona pratica offrire bagni tiepidi: aiutano a mantenere l’idratazione e favoriscono il ricambio della pelle. La frequenza dei pasti cambia a seconda dell’età e della stagione, poiché la temperatura influisce sull’appetito e sulla digestione. In caso di freddo intenso o caldo eccessivo, questi rettili rallentano spontaneamente il consumo di cibo per adattarsi.

Spesso si ignora questo adattamento naturale e si insiste a nutrirli, alzando i rischi di disturbi metabolici. Meglio dosare con cura, offrendo fibre e calcio in bilancio, spesso integrato con osso di seppia o simili. Senza un’adeguata esposizione ai raggi UVB, il calcio non si assimila bene, con effetti negativi su guscio e salute generale. Stranamente, tanti allevatori sottovalutano questa componente tecnica, che invece è fondamentale e non va trascurata.

Ă—