Portare il pranzo da casa riduce le spese quotidiane: ecco quanto si può realmente risparmiare

Portare il pranzo da casa riduce le spese quotidiane: ecco quanto si può realmente risparmiare

Lorenzo Fogli

Gennaio 24, 2026

Ogni giorno, in tante città italiane, la scelta tra mangiare fuori o portarsi il pranzo da casa segna una differenza ben tangibile nelle spese di chi lavora. La “schiscetta” – ecco un’abitudine che, negli ultimi tempi, si è diffusa proprio per limitare le uscite quotidiane, soprattutto con il costo della vita sempre più alto. Dietro a questo gesto semplice si nasconde un risparmio non indifferente, che pesa parecchio sul bilancio personale e familiare.

Se guardiamo a una media mensile, portare il pranzo da casa può far risparmiare circa 260 euro ogni mese. Moltiplicando questa cifra per dodici mesi? Si supera abbondantemente la soglia dei 3.000 euro l’anno, un risparmio che per molti lavoratori italiani nel 2024 corrisponde a più di un’intera mensilità netta. Lo ripeto: spesso si sottovaluta questo aspetto, invece risulta decisivo per chi vuole tenere sotto controllo le spese – specie in un momento in cui l’inflazione e i costi della ristorazione salgono senza sosta.

Quanto incide davvero il pranzo fuori casa sul bilancio familiare

Un confronto concreto tra il prezzo di un pasto fuori e quello fatto in casa fa venire subito alla luce una differenza di peso. Nel Nord Italia, soprattutto nelle zone come Milano o Bologna, il costo di un pasto semplice – diciamo pasta, acqua e caffè – si aggira intorno ai 16 euro. Nel Sud Italia, i prezzi sono un po’ più bassi e si scende a una media di 13 euro per la stessa combinazione. Cucinare a casa lo stesso pranzo costa invece circa 1,70 euro, contando anche tutto – acqua, caffè, e ingredienti vari.

Portare il pranzo da casa riduce le spese quotidiane: ecco quanto si può realmente risparmiare
Due persone sono sedute ad un tavolino, con bevande, in un caffè, probabilmente durante la pausa pranzo o una breve pausa. – studiolegaleviva.it

Un risparmio che, giorno dopo giorno, sembra minimo ma che accumulandosi fa una bella differenza sul budget familiare. Chi vive nelle città grandi o medie, dove il pranzo fuori è più caro, lo sa bene: quella voce di spesa diventa quasi fissa. Per questa ragione molti scelgono la “schiscetta”: risparmiare senza sacrificare un pasto completo e nutriente.

Dove si risparmia di più e come organizzarsi per non rinunciare

Le differenze regionali sul risparmio sono evidenti. Al Nord, città come Milano, Monza-Brianza, Parma, Modena e Bologna si possono superare facilmente i 3.600 euro risparmiati all’anno, proprio per via dei costi alti del pranzo fuori casa. Al Centro e nel Sud Italia, seguendo lo stesso ragionamento, la cifra scende a circa 2.700 euro, comunque un dato importante se si guarda al reddito medio e alle spese di tutti i giorni.

Non tutti riescono però a prepararsi il pranzo ogni giorno – il tempo manca, o la comodità non c’è. Per questo negli ultimi anni ha preso piede il cosiddetto “meal prep”, ovvero la preparazione anticipata dei pasti per diversi giorni, così da ottimizzare tempo e risorse. Il vantaggio non è solo risparmiare: si evita lo stress dei pranzi quotidiani, si mangia bene e in modo equilibrato. Ecco perché sempre più persone si organizzano con un po’ di anticipo, un’abitudine che si vede anche nelle discussioni e nei consigli scambiati sui social.

In un contesto dove le spese quotidiane aumentano, portare il pranzo da casa resta una strategia pratica per alleggerire le uscite e tenere sotto controllo il bilancio famigliare. Un atto semplice, niente di complicato, che aiuta a mantenere intatto il potere d’acquisto senza troppe rinunce – una dimostrazione di come la gestione attenta della propria economia domestica ha conquistato sempre più spazio nella vita quotidiana.

×